Biografia

BIOGRAFIA

Infanzia e adolescenza
Sono nato il 13 Marzo 1980, ad Alessandria. Pesci ascendente Sagittario, creativo ma pigro, festaiolo ma solitario.
Scopro presto l’amore per la musica e per i Lego, che mi permettono una certa libertà di espressione e alle elementari vengo spesso scelto tra i protagonisti delle recite.
La scuola del mio paese, Valle San Bartolomeo, aveva una tradizione di teatro dialettale e ci esibimmo in molte piazze, teatri e feste di paese.

Il primo incontro effetivo con la musica fu a nove anni quando mi regalarono uno stereo Pioneer modulare, che ho ancora oggi. Per la chitarra invece, dovetti aspettare la prima media quando durante la settimana bianca, notai che quelli che suonavano, attraevano le ragazze che piacevano a me.

Vista la mia improvvisa passione musicale che condividevo col motocross, i miei genitori mi regalarono una chitarra acustica su cui imparai i primi rudimenti, chiedendo agli amici più grandi che ne sapevano più di me. All’epoca andare a lezione di musica era ancora considerato un investimento poco oculato.

La prima elettrica me la prestò mio zio Fausto, una Eko 200 del ’60, che mi consegnò insieme ad un amplificatore da lui realizzato dentro una bottiglia di grappa.
Potenza 2 watt e con la possibilità, certe sere col cielo particolarmente sereno, di sentire in sottofondo anche la telecronaca di Sandro Ciotti.

Al Liceo mossi i primi passi con le band di miei coetanei, esibendoci in feste, assemblee, locali e piazze. Ero cresciuto ascoltando e cercando di replicare i chitarristi shred anni ’90 (Satriani, Vai, Malmsteen, Gilber, Bettencourt) e non facevo fatica ad imparare ad andare forte con la chitarra, così in poco tempo mi ero già fatto notare.

Nel 1997 fondai la mia prima vera band, gli Interra Straniera, con l’intento di emulare i Dream Theater, astro nascente del prog metal, ma finimmo per essere una specie di boy band di rock italiano.
Firmato un contratto con una piccola etichetta astigiana, cominciammo a suonare per tutta l’Italia, a fare tour radio e diventare abbastanza conosciuti nel circondario.

Purtroppo però ci mancava un supporto promozionale e professionale per fare il salto e così dopo quasi dieci anni, ci sciogliemmo.

Dopo gli Interra Straniera

Nel 2004 venni contattato dai Beggar’s Farm, la tribute band ufficiale dei Jethro Tull, che cercava un nuovo chitarrista.

Rimasi con loro dieci anni, suonando con membri di importanti rock band internazionali: Jethro Tull, Deep Purple, PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, Osanna, Van der Graaf Generator, Marco Minnemann e tanti altri…

Sentivo però l’esigenza di tornare a fare qualcosa di mio e così nel 2007, dopo vari tentativi falliti di creare una band originale, andai in studio e incisi il mio primo album On a Winter Walk, prodotto da me e Claudio Cattero, che conteneva dieci brani originali in stile AOR.

Seguì un periodo in cui dividevo la mia carriera solista, con l’attività insieme ai Beggar’s Farm, fino a quando nel 2014 pubblicai il mio secondo album Crime of The Rhyme.
Questo album vedeva la collaborazione ai testi di Ermello Calorio e aveva un taglio molto più commerciale.

Ormai l’idea di suonare per altri mi stava un po’ stretta e così decisi di dedicarmi solo alla mia musica.

Avevamo uno spettacolo misto di brani originali e cover che funzionava molto bene e la band era sempre più grande, arrivando ad avere sul palco anche coristi, fiati e in alcune occasioni anche un’orchestra di 22 elementi.

Nel 2016 decisi di tornare al sound della “sala prove”, pubblicando un album in trio intitolato When the Dollhouse Burns. Suonare in trio fu una sfida interessante: il suono doveva rimanere solido anche durante gli assoli e dovetti riprogrammare tutto il mio cervello.

Nel frattempo avevo cominciato anche una proficua attività didattica, che mi convinse quell’anno a passare in proprio, fondando la mia scuola i Belli da Morire.

Non si insegnava solo musica, ma anche teatro e realizzavamo musical originali scritti e diretti da me, con una compagnia di giovanissimi.

Quando si fermò il mondo intero

Nel 2020 la pandemia spinse tanti di noi a fare il punto “quasi forzato” della situazione.
Reagii con un album in italiano, registrato interamente da me, dal titolo Dente, che conteneva nove tracce pop/rock, in cui avevo sperimentato anche qualcosa di elettronico e un utlizzo dei testi come flusso di coscienza.

Decisi anche di lasciare i musical, che erano produzioni piuttosto impegnative e di cominciare a scrivere per teatro in prosa.
Nacque così Il GIovane Mazzarò, una sorta di immaginario prequel delle vicende narrate da Giovanni Verga nella novella La Roba. Il responso positivo del pubblico, mi spinse a proseguire con quella strada.

Oggi

Attualmente insegno ancora nella mia scuola, scrivo e produco spettacoli teatrali per la mia compagnia e suono oltre alle mie canzoni, in due tributi:
Expresso Love: tributo ai Dire Straits
Anidride Solforosa: tributo a Lucio Dalla

Con i primi proponiamo l’intero concerto del ’79 al Rockpalast di Colonia, quando erano ancora un quartetto.
Con gli altri, suoniamo principalmente il periodo più rock, quello di Lucio Dalla accompagnato dagli Stadio.

Ho arrangiato lo spettacolo e sono anche chitarrista de La Buona Novella di Aldo Ascolese, ritenuto il miglior interprete della musica di Fabrizio De Andrè.

Sono direttore artistico della rassegna Di Musica Parole e i suoi Protagonisti, del Guit-AL Festival e del Teatro di Bistagno.

Studi

Laureato in chitarra jazz presso il Conservatorio A Vivaldi di Alessandria, sotto la guida del M° Giuseppe Russo.

Precedentemente al conservatorio ho seguito corsi privati con i maestri Tiziano Chiapelli e Fabio Marengo.

Produzioni

Mi occupo anche di produrre, arrangiare, scrivere e registrare prodotti fonografici soprattutto per band emergenti o artisti che vogliono realizzare i loro primi lavori. Per questo motivo ho anche un piccola etichetta che si chiama Guit-AL, che pubblica queste produzioni.

Nella pagina dedicata, potete trovare acuni degli artisti a cui ho curato le prime pubblicazioni, partendo spesso da essere il loro insegnante e poi alimentando la loro curiosità e il loro talento per la scrittura.