Biografia

BIOGRAFIA

Marcello Chiaraluce nasce il 13 Marzo 1980 in Alessandria. Pesci di Marzo mostra subito un carattere creativo ma solitario. Ama tutto ciò in cui può mettere qualcosa di suo: per questo i Lego sono il suo passatempo preferito, oltre a imparare a programmare piccoli e semplici giochi in basic sui primi Commodore.

Alle elementare mostra ben presto un carattere istrionico che lo porterà a essere scelto tra i protagonisti di diversi spettacoli di teatro dialettale e non solo organizzati dalla scuola, che lo porteranno anche ad esibirsi fin da piccolissimo in diversi palchi e manifestazioni della provincia e non solo.

Pigro per natura, esce solo per fare due penne con la BMX, qualche scorazzata col monociclo per poi approdare alla moto da cross in età adolescenziale.

Tre eventi però segnano il suo percorso: a nove anni i genitori gli regalano un impianto stereo modulare Pioneer, visto la sua curiosità per la musica sin da piccolo.
Un collega del padre durante una cena gli fa sentire il vinile di Love Over Gold dei Dire Straits e quando in Private Investigation, Mark Knopfler fa il “gatto” con la chitarra, scatta qualcosa nella sua mente.
All’inizio vuole suonare la batteria e con due matite e uno scatolone dei lego, prova a imitare i ritmi che sente nei dischi, ma poi in prima media partecipa alla settimana bianca e lì… la svolta.

Non impara a sciare perchè è negato, ma scopre che il gruppo di studenti che suona la chitarra elettrica, attrae l’attenzione della ragazza che piace a lui.
Inoltre tornando dalla gita, scopre che suo zio Daniele, fratello della madre e di poco più grande di lui, ha acqustato una chitarra simil Fender Stratocaster rossa. Queste coincidenze cominciano ad instillare in lui la voglia di imparare a suonare e così a 12 anni, dopo aver passato qualche tempo a provare i primi accordi con la chitarra dello zio, riceve in regalo la sua prima Sakura acustica.

Suo zio, compagno di giochi dall’infanzia, è sempre un passo avanti e forma una band e così Marcello rosica talmente tanto che deve rimediare anche lui un’elettrica e fare altrettanto.
Pare che un altro zio, Fausto, stavolta molto più grande, suonasse la chitarra in un gruppo quando era giovane e che ora quella chitarra prendesse polvere in soffitta.
Era una Eko 200 degli anni ’60, una semiacustica con un solo pick-up e corde 013 avvolte. Ma non solo aveva anche costruito un amplificatore amatoriale da 2 Watt dento una scatola di grappa in legno.

Nonostante si sentisse la radiocronaca di Sandro Ciotti mentre era acceso, per Marcello fu amore a prima vista e prima che lo zio cambiasse idea, si accapparrò il tutto per mettersi a studiare con determinazione.

Nell’epoca pre-internet, o avevi un maestro oppure ti affidavi a quello che ti dicevano quelli più bravi e così fece.
Oltre a questo consumava 3 VHS in particolare per carpirne i segreti:
– Live in Tokyo dei Guns n’ Roses
– 24 Nights di Eric Clapton
– Greattest Flix I & II dei Queen

I genitori vista la buona volontà gli comprarono un amplificatore e così le sue giornate dopo scuola passavano cercando di replicare le tablature dei Guns, di Satriani o di Malmsteeen e a comporre canzoni che poi registrava con una tecnica particolare.
Con un registratore a cassette registrava una traccia e poi la metteva sullo stereo per sovrainciderne sopra un’altra e così via. Vi lasciamo immaginare la qualità del prodotto finale. Però sin da subito la volontà di creare qualcosa di suo era molto forte.

Marcello Chiaraluce sbarca al Liceo con una tecnica abbastanza solida, sostenuta da una propensione alla teoria musicale che seppur da autodidatta, cerca di studiare con metodo e senza scorciatoie.
A quel punto inizia a fare le prime esperienze con le band, facendo i primi live (compleanni, assemblee, piccoli concorsi) e cominciando pian piano a farsi notare.